The pale blue dot = Il punto azzurro
- EliCreativa

- 6 ott 2018
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 23 giu 2022
La nostra casa, la prima e l'unica che conosciamo e possiamo realmente chiamare Casa: la Terra!

Il 5 settembre 1977 venne lanciata in orbita la sonda Voyager 1, con la missione di studiare il sistema solare esterno, in particolare Giove e Saturno con i loro satelliti.
Il 14 febbraio 1990 Voyager 1 aveva praticamente concluso la sua missione primaria e la NASA ordinò alla sonda di girarsi verso di noi e scattare fotografie dei pianeti del sistema solare da quella posizione vantaggiosa: da 6 miliardi di chilometri di distanza, ovvero dai confini del nostro sistema solare.
Fu su suggerimento dell'astronomo e divulgatore scientifico Carl Edward Sagan (New York, 9 novembre 1934 - Seattle, 20 dicembre 1996) che venne scattata la prima fotografia, ad angolo di visuale stretto, del nostro pianeta: praticamente la prima foto a colori della Terra, quel puntino pallido che vedete a metà della striscia di luce marroncina sulla destra (vedi foto soprastante o sottostante).
Le bande di luce nella fotografia sono un artefatto causato dalla diffusione della luce sulle ottiche della macchina fotografica, a causa del piccolo angolo di distanza tra il Sole e la Terra
Il nostro pianeta, nella foto originale, è grande meno di un singolo pixel, 0,12 pixel, per la precisione.
N.B.
Ci sono varie traduzioni errate di questo famoso Pale blue dot in giro, tipo Pallido puntino azzurro, Pallido puntino blu, Puntino blu, Pallino blu... e chi più ne ha, più ne metta!
La traduzione letterale è Pallido blu punto. Visto che, come notate, non c'è little, non si può tradurre né puntino, né pallino e visto che pale blue in inglese vuol dire azzurro la traduzione più corretta è Punto azzurro, o al limite, Pallido punto blu!
Guardando la foto più avanti...
Vi prego di spendere poco più di 1 minuto del vostro tempo per leggere con attenzione e col cuore aperto, le riflessioni di Carl Sagan.
Io mi sono permessa di evidenziare in grassetto quelli che ritengo essere i passaggi più significativi e che dovrebbero quanto meno farci pensare...
Dal libro di Carl Edward Sagan del 1994
Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space

«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.»
Meditiamo gente... meditiamo!
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